Attrito da primo distacco
18 Settembre 2008 di liviafrare.it

Vivere è la cosa più rara al mondo. La maggior parte della gente esiste, questo è tutto. (O. Wilde)
“La forza d’attrito è una forza resistente, ossia una forza che si oppone al moto, una forza che ha un effetto puramente passivo. Ha un’intensità che varia tra 0 e un valore massimo, uguale all’intensità della forza che dobbiamo applicare al corpo per metterlo in movimento. Non esiste una formula che permetta di quantificare in maniera del tutto generale la forza d’attrito. È possibile però esprimere tramite una formula quanto vale la forza d’attrito massima. A livello microscopico infatti la forza d’attrito è dovuta al fatto che le superfici a contatto non sono mai perfettamente lisce, ma presentano delle irregolarità e delle rugosità che costituiscono un ostacolo per il movimento. Maggiori sono queste irregolarità, maggiore sarà il coefficiente di attrito statico. Per riuscire a mettere in movimento un corpo dobbiamo riuscire a vincere preliminarmente la forza d’attrito, ossia dobbiamo riuscire ad applicare una forza maggiore della forza d’attrito massima. E’ la forza di primo distacco, ossia la forza che dobbiamo applicare per mettere in movimento un corpo. Dal rapporto tra tale forza e il peso del corpo si ricava il coefficiente d’attrito statico, grazie al quale si attiva ogni possibile movimento”.
Voglio quel numero puro.

e c’è chi avrebbe voluto una pasta alle vongole come si deve; tornare a Vienna; fare un altro viaggio e non quell’ultimo che ha dovuto fare; dei capelli meno riottosi per non portare un cappello con la visiera, al contrario, tutte le mattine; poter guidare di nuovo, possibilmente una Audi e non quella Fiat che sta uscendo di produzione; comprare molte cose alle proprie figlie senza preoccuparsi del cattivo esempio; fermarsi duemila volte lungo la strada, mentre si snoda il racconto; vincere a damacinese perchè mica è possibile che la figlia minore di 11 anni lo freghi così facilmente; non dover imparare a memoria i percorsi di casa da fare al buio; fumarsi un pacchetto di sigarette al giorno e d’estate bere la birra bella fredda e occasionalmente l’orzata; stimare la gente come stima la figlia più grande, “perchè chi perde la stima ha perso tutto”; portare a casa dall’ufficio quel salume tipico che gli ha regalato il collega e centellinare le fette come la fata turchina centellina il rosolio a Pinocchio e, infine, mantenere ogni promessa.
Ma, questa cosa qui, no, non l’ha mai disattesa.
[…] il mio. Salta ai commenti viene da qui, (”anche da qui”, direbbe il testimonial dello spot ‘Caffè […]
sono quasi lusingata dal questo cristallizzarsi del blog al giorno del mio compleanno, ma direi che possiamo andare avanti.
Su su, forza ‘mpo’.