Lars
8 Settembre 2008 di liviafrare.it

Ho visto un film che mi è piaciuto, l’abbiamo noleggiato sere fa. “Lars and the Real Girl“, regia di Craig Gillespie con Emily Mortimer, Patricia Clarkson, Paul Schneider e Ryan Gosling.
Dal poco che so, è un film diciamo indipendente americano, ambientato in un qualche posto abitato da gente che ha nomi nordici e altrettanto continentali bloccatissimi rapporti interpersonali. Roba da finto basso profilo. La regia attenta il giusto, la fotografia volutamente démodé, una azzeccatissima quanto minimale colonna sonora (poco più dei titoli di testa e di coda).
Plot tragicomico per follìa di invenzione e leggerezza d’esecuzione, mi ha colpito invece la profondità dell’interpretazione del protagonista, sempre nel ruolo, e dei suoi comprimari, tutti alla sua altezza.
Traspare una mentalità comunque diversa da quella di una eventuale messa in scena italiana, in un film dove credo proprio che si sarebbe indagato (anche bene, per carità) il caso umano, semmai il transfert con la dottoressa/psicologa, giammai il sentimento di appartenenza alla comunità. Ovviamente parlo di regie illuminate, non dell’ovvia ridicolizzazione di qualche demente che sfrutta il facilissimo exploit di uno che decide di innamorarsi di una bambola di gomma..
Mi ha colpito, come mi accade sempre quando mi trovo ad avere a che fare con i clichés della mia educazione.
