Un paese ci vuole
29 Agosto 2008 di liviafrare.it
“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”. (Cesare Pavese)

Spesso mi chiedo quale sia il mio paese o, se vogliamo, il paese per me.
Vivo non lontano da una delle più affascinanti città del mondo. La amerò sempre, ci ho vissuto a lungo, mi ha formato. Ma mi ha anche insegnato a guardarla con un distacco un po’ pigro, dubbiosa dell’eternità della sua splendida aura. Sarà che non l’ho davvero condivisa con delle altre persone, all’epoca. Eravamo io e lei, una goccia nel mare.
I paesaggi di mare mi affascinano, le meraviglie ventose a picco sulle falesie, le opulente e profumate coste assolate. Non posso fare a meno di cercare di oltrepassare l’orizzonte con lo sguardo, però.
Torno alle montagne sempre con la sensazione di appartenere loro. Mi sembra di riuscire a pensare in termini più chiari, se guardo giù. In effetti vengo un po’ da lì, quelle cime quietamente rispettano lo sforzo delle mie salite. Me ne vado a malincuore.
Parto per ritrovare qualcosa di me anche altrove, ma principalmente per curiosità, sana, libera, per assaporare delle possibilità. Sarà che se parto riesco a vedere meglio le persone. Respiro meglio.
